FOGLIO LAPIS - OTTOBRE - 2015

 
 

Un docente dell'istituto musulmano di Lilla, celebre per essersi collocato al primo posto per rendimento fra i licei francesi, è stato condannato per diffamazione – Aveva sostenuto che nella scuola si propagandano surrettiziamente concezioni islamiste, ma per il tribunale non aveva fornito prove – Il professore tornerà alla carica ricorrendo in appello – Il problema del rapporto con l'istruzione privata non cristiana è vivo anche in Gran Bretagna

 

Il professor Soufiane Zitouni ne era convinto: nel liceo musulmano Averroès di Lilla, il migliore di Francia per rendimento stando alle statistiche ufficiali del ministero dell'educazione nazionale, si diffonde una concezione dell'islam molto vicina all'islamismo. Per esempio gli allievi commentano con “reazioni epidermiche” l'evoluzionismo di Darwin e certi docenti si dichiarano esplicitamente a favore di organizzazioni come Hamas. Per questo Zitouni si era dimesso dalla sua cattedra di filosofia e aveva denunciato la cosa con un articolo sul quotidiano Libération. Immediatamente la direzione del liceo lo aveva denunciato e i giudici le hanno dato ragione condannando il professore per diffamazione. La motivazione: le accuse formulate da Zitouni non erano fornite di elementi di prova. All'uscita dall'udienza il docente ha annunciato che ricorrerà in appello, assistito da un avvocato, dopo avere raccolto prove inoppugnabili, e ha ribadito che a suo parere l'islam praticato nel liceo Averroès confonde spiritualità e politica: è “l'islam delle donne velate, l''islam privo di senso umoristico”.

Di tutt'altro avviso Rachid Hamoudi, che al processo rappresentava la scuola: siamo stati insultati e ingiuriati, afferma. Ora giustizia è fatta, il liceo continuerà a formare i cittadini di domani sulla base del contratto che ha stipulato con lo Stato francese. Questa vertenza giudiziaria, sostiene Hamoudi, non ha ostacolato il nostro lavoro, lo dimostrano i risultati dell'ultima maturità, ottimi come sempre. Intitolato al filosofo arabo del dodicesimo secolo che rilanciò la filosofia aristotelica, il liceo Averroès ospita 750 allievi. Nella primavera di due anni or sono (si veda il Foglio Lapis di aprile 2013) balzò alla ribalta dell'attualità per essersi classificato al primo posto fra i 2309 licei francesi, secondo un criterio di valutazione che stima il rendimento considerando anche la provenienza familiare degli allievi: in pratica misurando la capacità della scuola di far salire ai ragazzi i gradini della scala sociale. Inoltre l'istituto si è assicurato il primato per quanto riguarda il tasso di allievi delle seconde classi che arrivano fino al baccalauréat, la maturità francese: siamo al 99 per cento, ben più del 95 fatto registrare dal celebre liceo parigino Henri IV.

Fra i commenti dei lettori di Le Monde, il quotidiano che ha dato molto spazio alla vicenda, ce n'è uno che sottolinea la difficoltà di esibire in giudizio prove su una materia così sfuggente. Quello denunciato dal prof. Zitouni è per così dire un islamismo latente, fatto di allusioni più che di fatti. Se nel liceo Averroès non si viola la legge, in particolare se non vi s'incoraggiano simpatie o adesioni a movimenti illegali, sarà un arduo lavoro quello di Zitouni e del suo avvocato. Del resto il problema del rapporto con le scuole private non cristiane non riguarda soltanto la Francia ed è destinato, a causa delle attuali tendenze migratorie, a riproporsi in tutti i Paesi europei.

Alcuni mesi or sono (si veda il Foglio Lapis di dicembre 2014) abbiamo parlato di un caso denominato “Cavallo di Troia”, protagoniste alcune scuole di Birmingham, Inghilterra. Si trattava di un piano, attribuito alla locale comunità musulmana, che perseguiva l'“occupazione” di cattedre e uffici direttivi negli istituti presenti nelle aree periferiche della città, quelle abitate da forti minoranze etniche. Proprio per contrastare questo fenomeno le autorità educative inglesi emanarono una circolare, con cui s'invitavano le scuole a diffondere i “valori britannici”: democrazia, legalità, libertà individuale, rispetto e tolleranza per ogni fede, razza, cultura. Fra i punti sottolineati la necessità d'insegnare ai ragazzi la netta distinzione fra legge civile e precetti religiosi.

                                                  l. v. 
                                         

    


                                                  

 
 

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