In
tempi come quelli che stiamo vivendo, caratterizzati da
un continuo sviluppo di formule e accorgimenti produttivi,
l'educazione permanente è la sola possibilità
di rimanere al passo della concorrenza internazionale
L'espressione
inglese con cui si traduce “educazione permanente”
è molto efficace, tanto da essere usata in tutto
il mondo (e stavolta non si tratta semplicemente di un omaggio
alla lingua dominante): lifelong education. Un'istruzione
che dura tutta la vita, un aggiornamento continuo sulla
falsariga delle progressive innovazioni che riguardano il
modo di produrre, di proporre, di vendere e acquistare,
di programmare e progettare, persino di pensare. Senza un
costante adeguamento delle nostre conoscenze alle novità
che escono dai laboratori, o semplicemente dalle esperienze
di vita, di lavoro e di pensiero, sarebbe impensabile gestire
qualsiasi attività.
Il
mondo della ricerca e del lavoro ha preso atto ormai da
tempo di questa realtà, e infatti si moltiplicano
nel mondo le offerte di assistenza specifica per i programmi
di aggiornamento. Ci sono anche iniziative di portata internazionale,
come per esempio un recente accordo fra le istituzioni di
cultura superiore dell'Argentina e del Brasile (di cui ha
parlato diffusamente nei giorni scorsi il quotidiano di
Buenos Aires Clarín) per coordinare fra i due Paesi
i progrmmi di educazione permanente.
Nei
colloqui per le assunzioni nei ranghi produttivi, da qualche
tempo si richiede a ogni livello, oltre ovviamente ai titoli
di studio, la documentazione dei corsi successivi eventualmente
frequentati e soprattutto la disponibilità a seguirne
altri, in relazione alle esigenze lavorative di ogni singola
azienda. Ogni acquisizione di tecniche e procedure di lavoro
va infatti considerata provvisoria e perfettibile.
E'
proprio su questo terreno che si decidono ormai le sorti
della concorrenza internazionale. Per confinare il discorso
sul piano della produzione industriale, appare sempre più
evidente che il confronto sui mercati è dettato dalla
modernità delle procedure impiegate, a loro volta
legate al ricorso, fondato proprio sulle innovazioni, alle
innovazioni produttive suggerite da laboratori e centri
di ricerca.
r. s.
|