FOGLIO LAPIS - MAGGIO - 2026

 

In tempi come quelli che stiamo vivendo, caratterizzati da un continuo sviluppo di formule e accorgimenti produttivi, l'educazione permanente è la sola possibilità di rimanere al passo della concorrenza internazionale

 

L'espressione inglese con cui si traduce “educazione permanente” è molto efficace, tanto da essere usata in tutto il mondo (e stavolta non si tratta semplicemente di un omaggio alla lingua dominante): lifelong education. Un'istruzione che dura tutta la vita, un aggiornamento continuo sulla falsariga delle progressive innovazioni che riguardano il modo di produrre, di proporre, di vendere e acquistare, di programmare e progettare, persino di pensare. Senza un costante adeguamento delle nostre conoscenze alle novità che escono dai laboratori, o semplicemente dalle esperienze di vita, di lavoro e di pensiero, sarebbe impensabile gestire qualsiasi attività.

Il mondo della ricerca e del lavoro ha preso atto ormai da tempo di questa realtà, e infatti si moltiplicano nel mondo le offerte di assistenza specifica per i programmi di aggiornamento. Ci sono anche iniziative di portata internazionale, come per esempio un recente accordo fra le istituzioni di cultura superiore dell'Argentina e del Brasile (di cui ha parlato diffusamente nei giorni scorsi il quotidiano di Buenos Aires Clarín) per coordinare fra i due Paesi i progrmmi di educazione permanente.

Nei colloqui per le assunzioni nei ranghi produttivi, da qualche tempo si richiede a ogni livello, oltre ovviamente ai titoli di studio, la documentazione dei corsi successivi eventualmente frequentati e soprattutto la disponibilità a seguirne altri, in relazione alle esigenze lavorative di ogni singola azienda. Ogni acquisizione di tecniche e procedure di lavoro va infatti considerata provvisoria e perfettibile.

E' proprio su questo terreno che si decidono ormai le sorti della concorrenza internazionale. Per confinare il discorso sul piano della produzione industriale, appare sempre più evidente che il confronto sui mercati è dettato dalla modernità delle procedure impiegate, a loro volta legate al ricorso, fondato proprio sulle innovazioni, alle innovazioni produttive suggerite da laboratori e centri di ricerca.

 

                                                                      r. s.           

 

 


                                           

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