Nel
popolosissimo Paese si parlano centinaia di lingue, tre
delle quali sono ufficiali. Inoltre viene largamente usato
l'inglese. E a scuola?
Il
sistema educativo indiano è tra i migliori al mondo:
non a caso garantisce un’alfabetizzazione che ha recentemente
superato l’80 per cento. Eppure nel Paese molti problemi
ostacolano un approccio unitario al problema dell’istruzione.
Per
esempio nel Paese, che nel 2023 ha superato la Cina nella
classifica mondiale delle popolazioni, ovviamente collocandosi
al primo posto con quasi un miliardo e mezzo di abitanti,
convivono centinaia di lingue fra le quali primeggiano l’hindi,
il bengali e il tamil. A garantire la comunicazione interlinguistica
provvede poi l’inglese, che in questo modo riscatta
la sua natura di lingua introdotta in epoca coloniale.
Dunque
gli esperti del problema educativo sono perennemente alle
prese con la scelta fra le opzioni linguistiche. Attraverso
quale idioma veicolare il sapere? Che l’inglese sia
stato scartato, nonostante la sua evidente comodità,
è perfettamente comprensibile, tanto più che
l’idioma di Shakespeare è regolarmente insegnato
come lingua straniera. Così come è normale
che nei singoli Stati dell federazione indiana la lingua
principale dell’apprendimento sia quella del posto.
Resta
un problema: a quale delle principali lingue parlate in
India affidare il compito dell’intercomunicazione?
Con una recente circolare, di cui riferisce il quotidiano
Times of India, che tenta di mettere ordine nella materia
privilegiando il tamil, la terza delle tre lingue dominanti,
e una volta ancora è esploso il dibattito polemico.
Anche perché il mutamento di prospettiva arriva quando
già sono state fissate le regole del sistema precedente,
e persino distribuiti i libri di testo.
s. f.
|