Il
caso di una studentessa con difficoltà motorie
che ogni giorno deve salire tre piani di scale. “Prenda
l'ascensore” invita la scuola. Ma l'ascensore è
quasi sempre guasto
A
volte basta poco per umiliare una persona. A Gallipoli,
per esempio, c'è una ragazza, studentessa in una
scuola superiore, che ogni giorno è costretta a sperimentare
questa esperienza. E' affetta da difficoltà motorie,
in particolare non riesce a salire le scale. Il suo problema
consiste nel fatto che la sua aula è collocata al
terzo piano. Per questo raggiunge l'ascensore nella sua
sedia a rotelle, ma l'ascensore non funziona quasi mai.
A
volte c'è un cartello che l'avverte dell'inconveniente,
a volta nemmeno quello. Semplicemente l'ascensore, sordo
al suo premere sui tasti di comando, non si muove. E' quello
che accade il più delle volte, vuoi perché
la macchina è in manutenzione, vuoi perché
è paralizzata da un guasto improvviso. Lei resta
lì, con tutta l'angoscia del caso, osservando i suoi
compagni che salgono veloci le scale.
Naturalmente
la sua famiglia si è fatta sentire, invitando la
direzione della scuola a risolvere il problema nel solo
modo possibile: una revisione radicale del meccanismo che
lo metta in grado di funzionare regolarmente. Risposte vaghe:
l'ascensore di solito funziona, sono solo episodi momentanei,
fa notare la segreteria della scuola. Del resto la ragazza
in questione è ormai abituata al suo destino.
Per
esempio quando è in programma l'esercitazione anti-incendio
prevista dalla normativa di sicurezza la studentessa sulla
sedia a rotelle subisce le conseguenze della sua menomazione,
e purtroppo non si tratta soltanto di conseguenze fisiche,
ma anche e soprattutto psicologiche. La sensibilità
dei giovanissimi non perdona certe manchevolezze.
Fortunatamente
c'è stata una segnalazione alla magistratura, e il
giudice ha dato ovviamente ragione alla ragazza di Gallipoli.
Tuttavia ci si pone una domanda. Quante situazioni come
quella si registrano nella scuola italiana, senza che nessun
magistrato sia sollecitato a occuparsene e dunque senza
possibili soluzioni a breve o media scadenza?
Che
questo accada a scuola è particolarmente grave perché
proprio la scuola dovrebbe essere attentissima a una simile
tipologia di problemi, e adoperarsi al fine di superarli
in un'ottica di rifiuto totale per ogni genere di discriminazione.
r. f. l.
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