A un
anno di distanza, il taglio dei bilanci dell'istruzione
comincia a mostrare i suoi effetti. Particolarmente penalizzate
le scuole rurali, che erano in prima fila per favorire
l'inclusione sociale
In
Argentina la scuola è fin dAl 1884 gratuita e obbligatoria.
In quel Paese dalle tante etnie fu un mezzo efficace sia
per contribuire alla formazione di una nazionalità
unitaria, sia per gestire e assimilare l'”invasione”
degli immigrati europei, che a milioni cercavano di sfuggire
alla precarietà lavorativa dei rispettivi Paesi,
per esempio l'Italia, stabilendosi oltre Atlantico.
Nel
secolo scorso i governi peronisti accentuarono lo sforzo
di assimilazione attraverso la scuola, con lo scopo prioritario
di favorire l'inclusione sociale. Fu allora che nacque il
ministero del capitale umano,che accorpando numerosi dicasteri
permise di liberare risorse per la scuola.
Ma
ora è tempo di crisi acutissima, che il governo guidato
dal presidente conservatore Javier Milei ha scelto di affrontare
con l'arma purtroppo usata e abusata in tutto il mondo dello
spostamento di risorse a tutto svantaggio del sociale. Per
l'istruzione, questo ha comportato una riduzione dei bilanci
pari al venti per cento, circa duecento miliardi di pesos.
Ma l'impatto potrebbe essere ancora più grave, un
anno dopo il varo del provvedimento i critici sostengono
che la misura in realtà taglia i bilanci di circa
un terzo. Fu uno dei primi provvedimenti del nuovo presidente
che oggi, a un anno di distanza, comincia a rivelare i suoi
effetti sulla “scuola dell'inclusione”.
Il
governo parla di piano di austerità volto a ridurre
il disavanzo fiscale ma le sue conseguenze, denuncia il
periodico Giornale dell'Architettura, potrebbero col tempo
diventare molto pesanti, soprattutto nelle aree rurali,
le più colpite dal provvedimento. La rivista di Buenos
Aires cita in particolare le Escuelas de Alternancia, dove
si alternano lo studio tradizionale e l'attività
di addestramento nelle aziende. Un'azione formativa che
finora si è svolta con successo, e che mira proprio
a favorire quell'inclusione sociale che è un tratto
caratteristico dell'ordinamento scolastico argentino.
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r. f. l.
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