Un numero
sempre crescente di studenti indiani cerca di qualificarsi
in una università straniera. Ecco i consigli forniti
da un quotidiano per conquistare la sospirata cooptazione
L'India
è avviata sulla strada di un impetuoso sviluppo,
con tassi di crescita spesso a due cifre come a suo tempo
soltanto la Cina poteva permettersi. Per raggiungere i suoi
ambiziosi obiettivi l'economia indiana ha soprattutto bisogno
di competenze a un livello adeguato e di un'ampia visione
delle problematiche industriali e commerciali.
Per
acquisire queste competenze e questa visione, un numero
sempre crescente di studenti indiani cerca la qualificazione
in una università straniera di prestigio. Il quotidiano
Times of India fornisce loro alcuni suggerimenti che la
dicono lunga su come il Paese più popoloso del mondo
considera i rapporti economici internazionali e il ruolo
di chi aspira a prendersene cura.
Prima
di tutto i giovani devono dimostrare capacità di
leadership, pensiero globale, coinvolgimento nella comunità
e competenze pratiche. Inoltre devono iniziare la costruzione
del loro progetto prima possibile, senza aspettare la conclusione
del ciclo d'istruzione secondaria che frequentano in patria.
Infine devono cercare un tutore, o almeno stabilire un rapporto
di fiducia e di reciproca stima con qualche dirigente dell'università
prescelta.
Ma
non è tutto. Non basta iniziare presto, occorre anche
essere costanti e “rimanere autentici”. E' inoltre
necessario approfittare delle vacanze estive e invernali,
eventualmente impegnarsi in un lavoro di volontariato in
qualche Organizzazione non governativa, insomma dar prova
di sapere e volere impegnarsi in qualsiasi attività.
Ovviamente è meglio se questa attività corrisponde
almeno a grandi linee ai propri interessi e alla missione
delle aziende che in maggioranza hanno sede nell'area in
cui si trova l'università.
Infine
gli studenti non devono dimenticare che ciò che conta
non è tanto il lavoro svolto, ma soprattutto se il
candidato sa sostenere con validi argomenti l'impegno che
vi ha profuso. Quello che può convincere un'autorità
accademica non è un curriculum di molte pagine, ma
anche un solo lavoro ben fatto. E poi bisogna curare la
propria immagine di cittadino: essere informato, seguire
dibattiti sui temi cruciali del momento, leggere giornali
e riviste.
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f. s.
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