FOGLIO LAPIS - APRILE - 2019

 
 

Una pedagogia fondata sull'attenzione allo sviluppo evolutivo dell'alunno, piuttosto che su ottiche di efficienza e produttività – Polemiche sull'esclusione dai corsi del figlio di un esponente dell'estrema destra anti-europeista – Democrazia diretta: la testimonianza di uno studente italiano che frequenta a Berlino un master per diventare insegnante di musica in una scuola steineriana

 

A Berlino e dintorni sono presenti ben tredici scuole steineriane, la maggior parte delle quali accompagna i suoi iscritti dalle elementari fino all’esame di maturità. Le strutture devono il loro nome a Rudolf Steiner, sulle cui indicazioni è stata sviluppata la pedagogia che porta il suo  nome. Nel 2019 sono trascorsi esattamente cento anni dall’anno di nascita della didattica steineriana, detta anche pedagogia Waldorf, e il centenario verrà festeggiato da tutte le 1100 scuole e i 2000 asili presenti nel mondo. In Germania gli eventi avranno inizio a Stoccarda, città che ha visto la nascita della prima scuola Waldorf proprio un secolo fa, e termineranno al Tempodrom di Berlino con un grande festival che avrà luogo il 19 settembre 2019. Il programma comprende esibizioni, workshops, conferenze e musica.

Negli ultimi mesi le scuole steineriane berlinesi sono state oggetto di dibattito a causa del rifiuto dell’iscrizione del figlio di un politico dell’AfD, il partito tedesco anti-europeista con tendenze di estrema destra fondato nel 2013. Il Senato (l'assemblea deliberativa della città-stato) si è espresso soltanto pochi giorni fa a questo riguardo dichiarando la legittimità della scelta: le scuole private sono libere di selezionare i propri iscritti e soltanto discriminazioni di carattere razziale o etnico sono vietate. Non è la prima volta che le scuole Waldorf rifiutano i figli di importanti esponenti di destra e soltanto la scorsa estate a Vienna sono stati espulsi i figli della filosofa Caroline Sommerfeld, icona della nuova destra austriaca.

I principi fondanti della pedagogia Waldorf derivano dalla disciplina sviluppata da Steiner per indagare i rapporti tra il mondo fisico e quello spirituale: l’Antroposofia. Caratteristica principale della pedagogia steineriana è quella di essere basata sulle necessità evolutive del bambino e non su esigenze di produttività o efficienza. Le scuole Waldorf incoraggiano uno sviluppo complessivo dell’essere umano, nelle sue doti cognitivo-intellettuali, in quelle creative e in quelle pratico-artigianali. Non è quindi soltanto la sfera del pensiero ad essere curata, ma anche quella del sentimento e quella della volontà.

Per diventare insegnanti Waldorf è necessario seguire un corso di studi pluriennale articolato in materie generali e materie legate alla specifica area di insegnamento. “L’ambiente del master che sto seguendo è molto democratico, così come lo è il collegio insegnanti delle scuole, che è basato su un sistema di democrazia diretta. Nell’ambito dei corsi che frequento non c’è nessun tipo di indottrinamento e i principi della pedagogia steineriana sono qualcosa di autonomo rispetto all’intero blocco della metafisica, della visione del mondo steineriana.” É quanto ci racconta David Chialli, che dopo gli studi filosofici e musicali effettuati in Italia ha iniziato lo scorso agosto a Berlino il master per diventare insegnante di musica alle scuole Waldorf. “Ho trovato molti colleghi giunti qui in quanto insoddisfatti dal sistema statale classico. Persone già qualificate per insegnare nelle scuole pubbliche che hanno preferito rivolgersi alla Waldorf non condividendo il sistema educativo canonico. Io naturalmente comprendo il fatto che lo stato garantisca un tipo di insegnamento ben preciso dovendo assicurare la scuola dell’obbligo, però il punto di vista delle scuole steineriane permette la scoperta di modi anche completamente diversi di fare pedagogia. Anche fino alla fine delle superiori, cosa che per esempio era fuori dall’intento della Montessori.”

 “Trovo interessante il fatto che non ci siano voti nella scuola steineriana. Ci si chiede, come è possibile gestire un programma scolastico senza voti. Ebbene, è l’insegnante a dover andare verso gli allievi e non il contrario. Si tratta di svegliare il loro interesse. Quella steineriana è un tipo di pedagogia nella quale il presupposto basilare è la volontà dell’allievo di apprendere e non la sua sudditanza al sistema dei voti. Le materie ti resteranno più impresse se sarai stato tu ad andare verso loro e non il contrario. Gli allievi si avvicinano alla materia perché l’insegnante è stato in grado di svegliare il loro interesse e non per paura“.

 

                                          Laura Venturi  

    


                                                  

 
 

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